lunedì 21 marzo 2011

Sul nucleare la storia insegna





In questi giorni, riguardo al tema del nucleare, si sentono molti politici dichiarare: "non lasciamoci condizionare dalla scia di emozioni nata dagli eventi disastrosi accaduti in Giappone".
Bene, usciamo dalle emozioni del momento e analizziamo semplicemente i fatti.
Quando si ha a che fare con la materia e le energie che essa contiene non si scherza.
Per chi è a digiuno sulla fisica, basta ricordare la formula E=Mc2 con la quale Einstein risolse che ogni oggetto immagazzina valori enormi di energia, dal momento che quel termine c rappresenta la velocità della luce (misura molto grande, in più elevata alla seconda). "Scavando nella materia" ci confrontiamo quindi con grandissimi valori energetici [1].
Ora i fatti; due disastri famosi: Černobyl' e Fukushima, rispettivamente dovuti a "errore" umano e a cause naturali, con le conseguenze epocali che tutti conosciamo [2].
E, attenzione, non sto parlando di Hiroshima o Nagasaki dove le atrocità dell'uomo, intenzionali , hanno raggiunto il picco.
Personalmente, se leggo questi dati, in circa 60 anni di attività nucleari [3], posso concludere che la terra, con queste centrali, non è al sicuro: la probabilità di disastro ambientale è elevatissima.
Certo, gli errori umani forse potranno essere ridotti a zero grazie ai sofisticati macchinari delle cosiddette "centrali nucleari di nuova generazione", ma riguardo all'altro aspetto, quello legato a cause naturali, beh quello non lo possiamo controllare. Con umiltà e buon senso ci si rende conto che ciò non è possibile.

Sostenibilità consapevole, consumi appropriati in un'ottica di mirato incentivo di sviluppo delle energie rinnovabili, appaiono, oggigiorno, l'unica via per salvaguardare la terra, se questo è il destino dell'uomo.


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[1]
Per esempio un oggetto che ha la massa di 1 kilogrammo, è un contenitore di energia che basterebbe al fabbisogno energetico mensile medio italiano (il conto da svolgere è semplice, lo potete trovare qui).

[2]
I due casi citati non sono gli unici due disastri, basti pensare a quelli di Three Mile Island (1979 - USA), Goiania (1987 - Brasile), e al grave caso di Majak (1957) che raggiunse il 6° livello della scala INES (per intenderci, il grado massimo, quello 7°, è il caso di Cernobyl... ), (dalla storia degli incidenti nucleari, sempre da wikipedia.)

[3]
La prima centrale nucleare commerciale al mondo è quella di Sellafield, in Inghilterra (leggi qui la storia delle centrali elettronucleari)


lunedì 31 maggio 2010

Modello Standard - E' giunta l'ora di cambiare?



E' di oggi la conferma ufficiale che i neutrini hanno massa (ANSA  dalle ricerche del laboratorio infn del gran Sasso in associazione con il CERN di Ginevra). 
Tali esperimenti sembrano confermare l'oscillazione dei neutrini, oscillazione che a quanto pare è spiegabile solo associando alle particelle citate una massa non nulla.
Da diversi anni diversi esperimenti più o meno smentiti ipotizzavano questo fatto: tra i più importanti si possono citare le ricerche di Los Alamos (con il progetto  LSND), poi i rilevamenti del Super-K giapponese e ancora gli esperimenti del Fermilab di Chicago. 
Il contenuto della notizia è in contrasto con il Modello Standard (la teoria che descrive tutte le particelle, fino ad oggi note, e le forze note, sottolineo sempre fino ad oggi,  a cui sono sottoposte).
Esso, a questo punto della storia della scienza, andrebbe cambiato per quanto possibile, alla radice, con visioni nuove sovvertitrici della realtà del "normale". Servono idee nuove che accompagnino il cambiamento, menti aperte che vedano oltre. E qui mi fermo, per poi riprendere questo concetto chissà, magari più in là di qualche post.
Nella pagina che parla dell'oscillazione del neutrino tratta da wikipedia (link), si legge:
"I fisici amano modificare teorie di successo (come il Modello Standard) il meno possibile, ..."
Da fisico ho la sensazione che, nelle università e nei centri di ricerca, luoghi in cui buona parte delle ricerche sembrano essere sempre più rivolte agli aspetti economici che a quelli realmente scientifici, non ci siano grandi idee realmente nuove e, questa difficoltà a cambiare, probabilmente è sintomatica di quanto affermato. 
Potrebbe essere giunto il momento di nuove teorie.


domenica 18 aprile 2010

Vegetarianesimo - Un ritorno alle origini -


“Amici miei ... ci sono campi di frumento, mele così abbondanti da piegare i rami degli alberi, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere, c'è il latte e il miele odoroso di timo; la terra offre una grande quantità di ricchezze, che non provoca spargimento di sangue né morte...”.                                                                                                                              Pitagora

 

"Verrà il giorno in cui gli uomini giudicheranno l'uccisione  di un animale come essi giudicano oggi quella di un uomo”                                                                                                                                                                                              Leonardo da Vinci

 

"Sono diventato vegetariano per ragioni etiche oltre che salutistiche. Credo che il vegetarismo possa incidere in modo favorevole sul destino dell’umanità"                                                                                                                                                         Albert Einstein

 

Come si sa, l'uomo è  divenuto carnivoro in seguito a circostanze ambientali [1]  ed ora che l’ambiente è sotto il nostro controllo, ci si dovrebbe aspettare che ritornassimo alle antiche abitudini alimentari tipiche dei nostri antenati (i primati). Appare naturale che, dal momento che i primati dovevano cavarsela senza una rilevante componente carnivora nella loro dieta, noi dovremmo essere in grado di fare lo stesso.  

Vediamo di capire  il perchè di questa affermazione, occupandoci principalmente, visti i contenuti del blog, dell'aspetto ambientale e sostenibile  dell'argomento.

Facciamo due conti: il consumo di un Kg di pane comporta un'impronta ecologica[2] di circa 29,7 mq. La stessa quantità di carne bovina comporta una impronta di più di 300 mq. I vegetali, il cui ciclo di produzione e consumo è più breve, comportano una impronta di circa 7 mq. Il consumo di un uovo comporta una impronta di 2,53 mq mentre bere un bicchiere di latte corrisponde a circa 4 mq. 

 

In teoria il pianeta sarebbe in grado di fornire spazio e cibo, almeno a livelli di sussistenza, al 50% circa di esseri umani in più rispetto a quelli di oggi.  Infatti i cereali prodotti oggi sarebbero sufficienti a fornire una dieta vegetariana a dieci miliardi di persone.

 

Tutto dipende dalle nostre scelte di vita. 

 

Interessante osservare anche che le popolazioni più longeve sono vegetariane  (gli Hunza del Kashmir, i Russi del Caucaso, gli Indiani del Toda e dello Yucatan) mentre le popolazioni con la vita media più bassa sono gli Esquimesi, che mangiano quasi esclusivamente carne e pesce.

 

Per seguire la linea che individua Einstein nella sua citazione di inizio post, eticamente l’ideale sarà arrivare a mangiare direttamente i frutti dalle piante, dagli alberi, dagli ortaggi (dal momento che è dimostrato che anche i vegetali “soffrono” se tagliati [3]).

 

In conclusione, non possiamo che sperare in un cambio di forma mentis che si attui in un nuovo stile collettivo culinario più consapevole ed evoluto.

In questo momento è il nostro pianeta a richiederlo e, a quanto pare, in Italia siamo sulla giusta rotta (link)

 

[1] Lo zoologo Desmond Morris affrontò in maniera interessante l'argomento (compresi altri) ne “La Scimmia Nuda - studio zoologico dell'animale uomo”,

 

[2] L'impronta ecologica (da wikipedia) è un indice statistico utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura. Essa mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle (per provare: www.footprint.ch

 

[3] Famose sono le ricerche di Cleve Backster (ex CIA, uno dei padri della macchina della verità) sulle piante ed anche le più recenti di Peter Barlow, dell’università di Bonn, tanto da creare una nuova disciplina: la neurobiologia vegetale, o ancora degni di nota sono a riguardo gli studi di Tompkins e Bird ne “La vita segreta delle piante”.

 

venerdì 16 aprile 2010

Nuova pubblicazione dal fisico in pineta

Ecco dove mi ha portato una nuova ricerca:
"Al di là dell'apparenza" :)
Parla di fisica moderna.
Trovate il file scaricabile gratuitamente al link:

Mentre qui è cartaceo:

di Ivan Genesio
Libro SCIENZA 102 pagine
Copertina Morbida - Formato 15x23 - colore



Sono ben accette domande e commenti

sabato 13 marzo 2010

La felicità ed il principio di Azione / Reazione

Da recenti studi scientifici in ambito psicologico, in relazione al benessere degli individui, si rivelano due punti essenziali:

1.     la felicità e la generosità sono contagiose

2.    la felicità è proporzionata al poter parlare con amici di

 argomenti profondi

Perchè questo?

In questo post mi occuperò del punto 1.

Per quel che riguarda la generosità, la risposta la si può spiegare con il principio di azione –reazione .

In genere quando si parla di principio di azione-reazione in termini comportamentali si pone come soggetto l'azione che una persona compie: per ogni azione amorevole/malevola che sia, si ha una reazione amorevole/malevola corrispondente.  Di qui appare ovvio l’effetto domino della generosità. Ma c’è di più.

Talvolta si associa alla parola azione il "gesto, comportamento" che una persona compie, e spesso si tralascia il fatto, per lo meno nella società occidentale, che anche un pensiero è azione. L'azione in fisica è il prodotto del tempo per l'energia; ogni pensiero ha una durata (tempo) e un'energia (gli effetti si vedono sulla materia ossia sul corpo, basti pensare a come reagisce il mio corpo a pensieri “belli” o “brutti”… prestateci attenzione).

Nel libro “Il dito che indica la Luna” (Dhammapada, il 'Cammino dei dharma', una delle più importanti tracce dell’insegnamento del Buddha) i "Versi gemmeli", che aprono il canone, rappresentano in maniera cristallina il principio (si noti che la stesura in versi gemelli aiuta a focalizzare proprio l’immagine di azione/reazione). Ecco i primi cinque:

1            Siamo ciò che pensiamo. 

Tutto ciò che siamo

è prodotto dalla nostra mente.

Ogni parola o azione

che nasce da un pensiero torbido

è seguita dalla sofferenza,

come la ruota del carro

segue lo zoccolo del bue.

2              Siamo ciò che pensiamo.

Tutto ciò che siamo

è prodotto dalla nostra mente.

Ogni parola o azione

che nasce da un pensiero limpido

è seguita dalla gioia,

come la tua ombra ti segue,

inseparabile.

3               «Mi ha insultato, mi ha aggredito,

mi ha ingannato, mi ha derubato.»

Se coltivi questi pensieri

vivi immerso nell'odio.

4               «Mi ha insultato, mi ha aggredito,

mi ha ingannato, mi ha derubato.»

Abbandonando questi pensieri

ti liberi dell'odio.

5             In questo mondo l'odio

non può porre fine all'odio.

Solo l'amore è capace

di estinguere l'odio.

Questa è la legge eterna.

Anche Gesù Cristo disse (Mt 19,16-19).

« Ama il prossimo tuo come te stesso »

(al quale occorrerebbe aggiungere la condizione necessaria, non sempre osservata, di “’amare in primis se stessi").

Da questi versi immortali  il domandarsi che effetti possono avere i nostri pensieri, se rivolti ad altri, ma anche verso noi stessi, diventa davvero opportuno, e, quindi, l'estirpare pensieri bui e l’innaffiare pensieri puri, d'amore verso se stessi ed il prossimo, diventa un mezzo per raggiungere il fine della "felicità".

giovedì 28 gennaio 2010

Il mercato della fede? No, grazie.


Vorrei parlare della cosiddetta "scommessa di Pascal"
 assunto del filosofo e scienziato Blaise Pascal, che riprende l'argomento della Fede, del credere o non credere a Dio. La struttura matematica su cui si basa  è un sapere ipotetico, che esplora ogni possibilità (casi favorevoli e sfavorevoli), attraverso il calcolo delle probabilità. Qual è la scommessa? In sintesi Pascal dice che conviene credere rispetto a non credere in quanto anche se la probabilità dell'esistenza di Dio fosse minima, il vantaggio che se ne otterrebbe sarebbe infinito (vita eterna, non dannata).

L'assunto di Pascal presenta anzitutto un errore matematico  (legato al fatto che egli considera il prodotto di zero per infinito uguale ad infinito, cosa affatto non vera, in quanto dall'analisi matematica, che tra l'altro vedeva luce in quei anni, XVII secolo, si sa che tale prodotto può assumere, a seconda dei casi, valore sì zero, ma anche un qualsiasi valore finito positivo o negativo oppure anche un valore infinito). Ma non è tanto questo il motivo dell'intervento; il punto è che si può parlare di "convenienza nel credere"?

Di che fede parla? 

Come può una cosa fatta per convenienza essere pura? 

E cosa c'è al mondo più puro della Fede? 

Nulla, penso.

Di qua l'assunto: la fede o si ha o non si ha, nel secondo caso può arrivare all'improvviso, da un giorno all'altro, ma certamente  non si mercanteggia.



giovedì 10 dicembre 2009

Il Blog di un fisico in pineta

 La natura ci parla, e se anche per voi è vero quello che diceva Galileo:
"La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente
 ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto" 
Allora siete capitati nel blog giusto.
Ma cosa ha da dirci la natura? Quali insegnamenti possiamo ricevere dall'osservazione dei suoi comportamenti?
Se non avete ancora letto nulla della collana "Un fisico in pineta" , siete invitati ad andare a scaricare o acquistare uno dei due libretti finora editati. 
Lì potrete trovare qualche risposta.
I libretti si trovano sul web, in formato elettronico, scaricabili qui o qui (gratis), ed anche in formato cartaceo, qui o qui ancora. Il primo tratta i fondamentali elementi che costituiscono i boschi e le foreste, gli alberi e l'acqua, mentre il secondo contiene informazioni sulla relatività ristretta e sulle conseguenze che essa ha sul tempo, sullo spazio e su di noi.
Attraverso la lettura, qualche risposta dalla natura la riceverete, senz'altro. 
E se poi vi verranno delle domande? Ecco il perchè del blog!
A gestirlo sarà proprio il fisico in pineta che cercherà di  rispondere ai vostri quesiti nati dalla lettura dei libretti, nonché di chiarire alcuni concetti di difficile comprensione.

E allora... sotto con le domande! ;)


di Ivan Genesio
Libro SCIENZA E TECNICA 28 pagine
Copertina Morbida - Formato 15x23 - bianco e nero